“La cucina come atto d’amore e imperfezione”
Intervista ad Aldo Pitasi, chef e creator che racconta il cibo come vita vera — tra padelle, idee e autenticità

Per questa nuova intervista della rubrica della Meal Prep Academy ho scelto una voce che parla di cucina in modo diverso da quello a cui siamo abituati. Non come spettacolo, non come trend da seguire, ma come linguaggio quotidiano, fatto di gusto, fatica, ironia e verità.

Lui è Aldo Pitasi, cuoco, food creator e fondatore del progetto Chiavica Cibo, un nome che è già una dichiarazione d’intenti: raccontare la cucina così com’è davvero — disordinata, viva, umana.

🍳 Quando la cucina diventa racconto

Aldo nasce come cuoco prima ancora che come comunicatore. Le sue giornate si dividono tra il ristorante e i social, dove mostra quello che accade davvero dietro le quinte di un servizio, con un linguaggio diretto, schietto e pieno di passione.

La mattina è il momento della concentrazione: editing, programmazione, aggiornamenti, studio dei contenuti. Il pomeriggio, invece, è quello della fiamma viva — i fornelli, le comande, il ritmo della cucina.

Nei suoi video non c’è nulla di costruito. Ogni gesto è reale, ogni piatto ha una storia, ogni errore è parte del percorso. «Registro quello che faccio davvero, nel mio locale. È il mio modo per mostrare cosa c’è dietro la vita di un cuoco.»

🌿 Autenticità e contatto

Per Aldo, la parte più bella del suo lavoro è il contatto con le persone.

«Avere un profilo social mi permette non solo di comunicare con tanti, ma di imparare da loro. Ogni messaggio, ogni commento è uno scambio.»

E il lato più difficile?

«Gestire tutto. Tenere insieme la creatività, la cucina, la vita privata. Ci sono giorni in cui non è facile, ma credo che la difficoltà faccia parte del bello di questo lavoro.»

💫 Progetti che profumano di farina e idee

Tra i progetti che ricorda con più orgoglio, c’è quello dei panettoni salati, nati dalla collaborazione con un artigiano panificatore. «Non tanto per la complessità tecnica, ma per la soddisfazione di aver creato un prodotto che mi rappresenta. Per me è importante che ciò che comunico arrivi attraverso il gusto.»

Quando gli chiedo come gestisce i momenti di stanchezza o mancanza di ispirazione, sorride: «La verità è che pubblico la mia vita. Quindi, anche se le idee mancano, il mio lavoro va avanti, e con lui anche i contenuti. È la realtà che mi salva dalla finzione.»

🎨 Quando la creatività si spegne (e chi la riaccende)

Aldo non nasconde che ci sono momenti in cui la motivazione cala.

«È una fase difficile, la più dura del lavoro sui social. A volte hai mille idee in testa ma non riesci a comunicarle come vorresti. Altre volte i contenuti a cui tieni di più passano inosservati.»

La sua fortuna, dice, è quella di raccontare la vita reale:

«Io pubblico quello che vivo. Le ricette, i menu del ristorante, la mia quotidianità. È questo che mi salva dal blocco creativo.»

E poi aggiunge, con un sorriso che si sente anche senza vederlo:

«Detto questo, ho la grande fortuna di vivere con mia moglie, che è una donna straordinaria. Come dico sempre: c’è sempre una grande donna dietro un piccolo cuoco. In quei momenti in cui la mia psiche non riesce ad arrivare, lei mi sostiene davvero tanto.»

🧡 L’equilibrio nei gesti quotidiani

C’è però un momento della giornata che per lui è sacro: la colazione.

«È il mio spazio, la mia ora per pensare a me stesso. Niente social, niente lavoro, solo me e il mio caffè.»

La sua vita familiare, condivisa con la moglie — “una donna straordinaria”, dice — e il loro cane, è un equilibrio spontaneo tra turni, giorni liberi e piccole abitudini.

«Non ho un vero metodo. Ritagliamo il tempo dove possiamo, anche solo per guardare una serie insieme.»

La pianificazione, invece, è tutt’altra storia. Per Aldo è una forma d’amore verso la propria quotidianità: «Ho appena comprato un freezer a pozzetto! Preparo torte salate, carne bianca, piatti sottovuoto. Non tanto per abitudine, ma per vivere bene anche quando torno stanco dal lavoro.»

🌍 La lezione più grande

L’esperienza online gli ha insegnato a non giudicare.

«Sono entrato nel mondo dei social con molti pregiudizi, ma ho scoperto che dietro ogni creator c’è una storia, un sogno, una vita diversa. Oggi ne sono felice.»

💭Alla versione di sé di cinque anni fa

Se potesse parlare al sé di cinque anni fa, Aldo non cambierebbe nulla.

«Rifarei tutto uguale. Ogni successo e ogni sconfitta mi hanno portato dove sono ora. Non dico di essere arrivato in alto o in basso, ma sono felice.»

Direi solo: fai quello che ti senti di fare, perché andrà bene.

E magari… ciao giovane, che allora eri un po’ più fresco!»

🔮 Sogni e progetti

Quando abbiamo intervistato Aldo, il suo sogno più grande era aprire un ristorante. Un luogo che ancora non esisteva, ma che già viveva nella sua testa — tra idee, bozze di menu e tanta voglia di mettersi in gioco.

Oggi quel sogno è diventato realtà: “Chiavica Cibo” ha aperto a Marostica, in provincia di Vicenza, e rispecchia perfettamente la sua idea di cucina autentica, diretta e imperfetta al punto giusto.

Un posto dove il gusto incontra la verità.

Ma i progetti non si fermano qui.

«Un sogno dove voglio arrivare è quello della comunicazione più presente. Non una scuola di cucina, ma un modo per insegnare davvero, per trasmettere ciò che ho imparato in questi anni.

Oltre ad avere il mio ristorante, vorrei riuscire a insegnare in cucina: quello sarebbe uno dei miei traguardi più belli.»

La domanda finale di Emy

Se la sua vita fosse una ricetta, Aldo non ha dubbi:

«Sarebbe una lasagna. Tutti ingredienti messi con cura, poi la metti in forno, diventa un casino, ma è buona lo stesso. Magari non è bellissima quando la servi, ma è il gusto la cosa importante.»

1 Commento
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Demetrio Aldinini
18 giorni fa

Complimenti per aver realizzato il tuo sogno 😘