“La moda come linguaggio dell’anima”Intervista a Ida Galati, scrittrice e creator che racconta i vestiti come storie da abitare

Per questa nuova intervista della rubrica della Meal Prep Academy ho scelto una donna che parla di moda in un modo completamente diverso da quello a cui siamo abituati. Non come tendenza, non come consumo, ma come linguaggio, identità, atto psicologico e persino politico.

Lei è Ida Galati, scrittrice e content creator.

Racconta la moda come uno strumento per capire chi siamo, non solo cosa indossiamo. Lo fa ogni giorno sui social, nei suoi video, nei suoi racconti e nel suo primo libro Il linguaggio segreto della moda.

🌿 Quando i vestiti diventano parole

Il progetto di Ida nasce in un momento di cambiamento profondo. Dopo anni di lavoro come psicoterapeuta, sente il bisogno di raccontare in prima persona: sé stessa, gli altri, il mondo. E lo fa attraverso un linguaggio diverso, meno diretto ma più simbolico: quello dei vestiti.

Così nascono “Le Stanze della Moda”, uno spazio in cui moda, psicologia e narrazione si intrecciano. All’inizio Ida pensava che la scrittura sarebbe rimasta il suo mezzo privilegiato. In parte lo è ancora, ma a sorpresa si è aggiunta la voce.

«Non avrei mai scommesso sulla voce, essendo una ex balbuziente. E invece…»

Il momento in cui capisce che quello non è più solo un progetto personale, ma un vero lavoro, arriva con i messaggi delle persone.

«Quando ho iniziato a ricevere ringraziamenti da chi mi diceva di essersi emozionato o di aver riflettuto grazie a una storia di moda, ho capito che stavo facendo qualcosa che contava davvero.»

💫 La mission: togliere la moda dalla superficie

Ida ha una missione chiara e controcorrente: dimostrare che la moda non è superficialità.
«Dietro ogni abito c’è una scelta, un’emozione, un frammento di storia personale e collettiva.»

Nei suoi contenuti parla di quanto sia difficile sganciarsi dai messaggi esterni che ci dicono come dovremmo essere o vestirci per sentirci “giuste”. Ma racconta anche che ascoltarsi, con coraggio, può portarci a piacerci davvero — prima di tutto a noi stesse.

«Scegliere cosa indossare è, in fondo, un atto psicologico e politico.»

☀️ Una giornata fatta di parole, studio e intuizioni

La giornata di Ida inizia presto.

Alle 6:30 si allena, alle 7 pubblica il suo video: la notizia del giorno. Legge i primi commenti mentre fa colazione, il primo contatto quotidiano con la sua community.

Poi arrivano lo studio, la rassegna stampa, l’analisi di ciò che accade nel suo settore. Da lì nasce la scelta del tema da approfondire: Ida legge, riflette, scrive, registra, monta, programma.

Ogni giornata è un incastro continuo tra scrittura, studio, registrazioni, interazione con la community, call con i clienti per le collaborazioni che seleziona con cura e lezioni come docente di comunicazione digitale.

Eppure, dentro questa struttura, Ida lascia sempre spazio al caso.

«Una frase letta, un’immagine vista per strada o un profumo possono diventare l’inizio di un racconto.»

💛 Parole che arrivano, tempo che sfugge

L’aspetto più bello del suo lavoro è sentirsi arrivare addosso le persone.
«Quando qualcuno si riconosce in ciò che scrivo e mi permette di fare quello che amo.»

Il più difficile, invece, è la gestione del tempo. «Online non c’è un punto alla fine della giornata, se non lo metti tu. E non è facile.»

🌍 Quando la moda torna a essere cultura

Tra i progetti di cui è più orgogliosa, Ida cita tutte le collaborazioni in cui la moda viene raccontata come storia, non come semplice prodotto.

Dalle concerie di Cuoio di Toscana, visitate di persona, al progetto con Nido di Seta nella sua Calabria, dove ha raccontato il recupero dei gelseti per l’allevamento dei bachi da seta. Senza dimenticare le lezioni all’università, a contatto con gli studenti.

«Sono momenti in cui la moda torna a essere cultura, e non solo consumo.»

✍️ Creatività, metodo e caos

Quando le chiedo come gestisce i momenti di blocco creativo, Ida sorride. «In realtà ho fin troppe idee. Quando sono troppe, devo fermarmi per riordinarle.» A volte basta una doccia, asciugarsi i capelli, staccarsi da ciò che sta facendo.

Il suo rapporto con l’organizzazione è fatto di tentativi, equilibri e accettazione.
«Più che un metodo, ho un equilibrio dinamico.» La sua vita è troppo variegata per una routine rigida. Al primo posto c’è suo figlio, sempre. Il resto si incastra ogni giorno, con arte.
La pianificazione la rassicura, quando funziona.

«Ma quanta fatica essere sempre disciplinata… non fa per me! Preferisco di gran lunga il caos creativo.»

🌱 Consigli, lezioni e autenticità

Il consiglio più prezioso ricevuto nella sua carriera è diventato quasi un mantra:
«Se non sei interessata, non sarai interessante.» Alla sé di cinque anni fa non direbbe molto: era già sulla strada giusta.

Ma alla sé bambina direbbe una cosa fondamentale: «Fidati della tua voce, anche quando trema. È proprio quella voce imperfetta che ti porterà lontano.»

La lezione più grande imparata lavorando online?
«Che non c’è niente di meglio che essere se stessi. Autenticità e profondità non sono in contraddizione con la leggerezza.»

🔮 Futuro e visioni

Nei prossimi mesi Ida continuerà a raccontare storie, a lavorare su nuovi progetti editoriali e a costruire percorsi legati alla formazione. «Mi piace pensare che sto costruendo un ponte tra la moda e la consapevolezza.» Il sogno più grande?

Un programma televisivo tutto suo, dove la moda diventa racconto culturale, sociale e psicologico. «Un luogo di pensiero e ironia, come un caffè letterario digitale.»

✨ La domanda finale di Emy

Se la sua vita fosse una ricetta, Ida la immagina così:

«Caffè denso, come le idee che mi tengono sveglia. Cioccolato fondente 85% per l’ironia. Pane integrale per la concretezza. Peperoncino per dire le cose come stanno. Se li mescoliamo… chissà se viene fuori una ricetta che abbia senso!»

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